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AI "Human-Like": La Cina e il dovere di cura tecnologico

Nuove normative per limitare l'empatia artificiale e proteggere la salute mentale: il concetto giuridico di "dovere di cura tecnologico" debutta a Pechino.

AI "Human-Like": La Cina e il dovere di cura tecnologico

Mentre il resto del mondo corre verso un'intelligenza artificiale sempre più indistinguibile dall'essere umano nella forma e nel linguaggio, la Cina ha deciso di adottare una posizione radicalmente cauta su un aspetto specifico: l'empatia artificiale. Il governo di Pechino sta introducendo un pacchetto di normative rigorose che impongono limiti severi allo sviluppo di AI "Human-Like", ovvero sistemi progettati per simulare emozioni complesse, instaurare legami affettivi profondi o imitare troppo fedelmente la personalità di individui reali o immaginari. Il timore delle autorità non riguarda scenari da fantascienza di rivolte cibernetiche, ma un collasso del tessuto sociale e psicologico dovuto alla dipendenza emotiva dalle macchine, con particolare attenzione alle fasce più giovani della popolazione.

Il "dovere di cura tecnologico"

Il concetto giuridico introdotto è quello del "dovere di cura tecnologico". Secondo questo principio, le aziende che sviluppano algoritmi sono legalmente responsabili degli effetti psicologici prodotti dai loro sistemi. Le AI devono essere chiaramente identificabili come software in ogni singola interazione, evitando l'uso di tecniche di manipolazione emotiva studiate per aumentare il tempo di permanenza sulle piattaforme.

Una domanda filosofica per il nostro secolo

Il governo teme che la diffusione di "fidanzati o amici virtuali" possa esacerbare l'isolamento sociale e diminuire il tasso di natalità, portando le persone a preferire la compagnia di un software compiacente e privo di conflitti rispetto alle naturali difficoltà delle relazioni umane. Si tratta di un esperimento legislativo unico al mondo, che obbliga i colossi tech a inserire dei "freni emotivi" negli algoritmi, sollevando una domanda filosofica cruciale per il nostro secolo: quanto vogliamo che le macchine ci somiglino prima che la nostra stessa identità umana venga svuotata di significato?

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